Mani pulite, prego

La rivista Nature ha pubblicato un interessante articolo sugli intrecci tra il Ministro Sacconi e l’industria farmaceutica. Di seguito la traduzione ad opera del giornalista della Stampa Estera (chi altri se no) Konstantinos Papaioannou:

Mani pulite, prego
Il governo italiano deve tenersi a debita distanza dall’industria.

Quindici anni fa, al culmine della campagna italiana anticorruzione nota come “Mani pulite”, la polizia irruppe nell’abitazione di Duilio Poggiolini, capo dell’ente nazionale di registrazione dei farmaci, e scoprì un tesoro in lingotti d’oro nascosto sotto le assi del pavimento. Per molti italiani l’immagine di quel tesoro luccicante è ancora viva, e rimane come simbolo di un’epoca in cui i funzionari di governo su su fino al ministro della sanità compreso intascavano regolarmente tangenti dall’industria farmaceutica per inserire i farmaci nel prontuario e stabilirne il prezzo.
Sono state prese delle misure per evitare che questa situazione si ripetesse. E’ per questo che ci preoccupiamo che Nello Martini, un farmacista non legato ad alcuna corrente politica, sia stato rimosso dal governo del primo ministro Silvio Berlusconi dal suo incarico di responsabile dell’AIFA, l’agenzia autonoma creata nel 2004 perché si occupasse della registrazione e del controllo dei farmaci. Martini era riuscito a svolgere egregiamente il mandato di non fare superare alla spesa farmaceutica il tetto del 13% del totale del bilancio della sanità pubblica. Inevitabilmente questa operazione scatenò l’ira dell’industria. Qualche settimana fa la procura di Torino accusò Martini di disastro colposo (in italiano nel testo), per i ritardi burocratici avveratisi nell’aggiornare i foglietti illustrativi riguardanti gli effetti indesiderati di alcuni farmaci – anche se per nessuno di essi si trattava di correzioni significative dei testi preesistenti.
A metà luglio Martini è stato sostituito dal microbiologo Guido Rasi, un membro amministrativo dell’AIFA, vicino – secondo i giornali italiani – al partito di estrema destra Alleanza Nazionale, che fa parte della coalizione del governo Berlusconi. Desta ancora maggiore preoccupazione il fatto che il governo, che è entrato in carica nel maggio scorso, abbia espresso la volontà di ridurre il potere dell’AIFA, separando i compiti fra chi stabilisce i prezzi dei farmaci e chi si occupa, sotto l’aspetto tecnico, della loro efficacia, in modo da riportare la determinazione del prezzo nella sfera di controllo del ministero del welfare e della salute.
Mentre tutti i paesi si sforzano di trovare un metodo per riuscire a pagare i costosissimi farmaci di nuova generazione stando dentro un limitato tetto di spesa, l’operazione italiana appare scriteriata. Se l’Italia intende fare funzionare il sistema salute in modo costo-efficace, occorre che l’agenzia autonoma possa integrare in se tutte le informazioni tecniche ed economiche. Vi sono inoltre delle contiguità poco simpatiche tra ministero del welfare-salute e industria. Per fare un esempio la moglie del ministro Maurizio Sacconi è direttore generale di Farmindustria, l’associazione che promuove gli interessi dell’industria farmaceutica.
Il governo Berlusconi ha in effetti mostrato una inquietante propensione a permettere che gli interessi industriali possano influenzare maggiormente le agenzie statali. Poche settimane dopo l’esautoramento di Martini l’agenzia spaziale italiana è stata affidata a un commissario che è a capo della divisione spaziale del gigante aerospaziale Finmeccanica. Il governo dovrebbe pensarci due volte prima di aprire quella porta che era stata volutamente chiusa dopo l’affare Poggiolini.”

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Autore: antonio giudilli

Antonio Giudilli ha 47 anni. Vive a Vagliagli, nel comune di Castelnuovo Berardenga. Lavora all'Università di Siena presso il Centro Servizi CUTVAP.

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