A me nemmeno un trafiletto (eppure sarei potuto morire) 

Quando eravamo gggiovani, verso i 15 anni, eravamo soliti concludere l’estate aspettando l’alba del 17 settembre. La sera dell’ultimo giorno di festa patronale, subito dopo i fuochi di artificio, ci trasferivamo nella casa di campagna di Raffaele e, tra gavettoni, barzellette, birre, salsicce e altro cibo sano, aspettavamo tutti insieme l’ultima alba dell’estate: da lì a poco sarebbe iniziata la scuola con tutto ciò che ne conseguiva e quello era un modo per dilatare fino all’ultimo quei giorni spensierati e belli dell’estate mattinatese. All’andata qualche genitore si preoccupava di dare un passaggio a coloro che erano sprovvisti di motorino, al ritorno però bisognava arrangiarsi. Sicché quella volta, io che ero motorizzato Malaguti, mi offrii di fare la spola: nel giro di un’oretta li avrei portati tutti al paese e poi tutti a far colazione al Bar Totaro. Senonché al secondo viaggio mi resi conto di essere in riserva e perciò, al ritorno, essendo la strada quasi tutta in discesa, spensi il motorino e andai a motore spento con le braccia aperte ad assaporare il vento, come Rose e Jack in quel film che sarebbe uscito una decina di anni dopo. Il silenzio doveva essere talmente silente (e la stanchezza così stanca) che mi addormentai. Avete letto bene. Mi sono addormentato alla guida del motorino. Dopo aver fatto la curva del cimitero, rischiando così di spiaccicarmi sul suo cancello principale, e di ritrovarmi così già in loco pronto per la sepoltura, mi svegliai appiccicato alla recinzione di metallo del Tio Pepe, circa 300 metri più avanti. E meno male che il motorino tenne la destra, che se invece prendeva la sinistra non sarei qui a raccontarvela. Feci tutto da solo, lo giuro, proprio come il tale di Biella: a me però non mi dedicarono nemmeno un trafiletto.

FAI del Padiglione Conolly dell’ex Ospedale Psichiatrico di Siena il tuo Luogo del Cuore #FAI

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In attesa dell’esito della campagna bellezza@governo.it, a cui ho partecipato con la mia firma nel maggio scorso,  è partita una nuova raccolta, sempre a sostegno del Conolly, in adesione alla campagna del FAI (Fondo Ambiente Italiano) “I luoghi del cuore”.

E’possibile votare a favore del Conolly in due modi: on line, cliccando quioppure firmando un modulo cartaceo al momento disponibile presso i seguenti esercizi commerciali:

  1. Pizzeria Orto de’ Pecci, Orto de’ Pecci, Siena;
  2. Libreria Mondadori, via Montanini 112, Siena;
  3. Gelateria il Masgalano, via della Sapienza 47, Siena;
  4. Antiquariato Sena Vetus, via di Città 53, Siena.

Altre postazioni si stanno aggiungendo in questi giorni: se vedete esposta la locandina qui sopra è segno che siete nel posto giusto per firmare.  Io ho firmato on line, voi fate come meglio vi viene, ma fatelo che ne vale la pena

Movilli mi mancava

 

 

movilli

Gindilli, Gnidilli, Guidilli, Guindilli, Guidelli, Guindelli, Giuditti, Giurilli, Gaudilli. Ecco a tutto ciò oggi si è aggiunto Movilli.

Quella volta che un cane se la prese con quel postino che ero io

Nella primavera del 1999 feci domanda a Poste Italiane per un impiego stagionale come portalettere nella zona di residenza e a luglio ricevetti un telegramma che mi diceva che se volevo lavorare mi dovevo presentare il giorno, all’ora e nel posto indicato e prendere servizio. Pena la rinuncia e avanti il prossimo. E così mi presentai all’ufficio postale di Castelnuovo Berardenga. Dopo dieci minuti di addestramento e dopo aver smistato la posta al meglio che potei, fui affiancato da un collega che mi accompagnò lungo tutto il tragitto da coprire,  una quarantina di chilometri,  in una zona fatta di frazioni e case (tante) di campagna. Oltre a imparare e memorizzare vie, toponimi e tutti i segreti del mestiere, dovevo anche  individuare dove fossero dislocate le cucce del cane e starmene alla larga più che potevo: i cani si sa, odiano i postini e quando possono li attaccano. Continue reading “Quella volta che un cane se la prese con quel postino che ero io”

#Grande!

Chi era contro le dittature sarà naturalmente contro coloro che pretendono di fare i dittatori. Chi annusa la possibilità e la voglia da parte di qualcuno di impadronirsi del potere da solo e non democraticamente, come si batteva un tempo per non esser un servo, come si è ribellato a Hitler e Mussolini, si batterà contro questo novello aspirante dittatore.

Franzo Grande Steven a proposito della polemica sui partigiani e del loro NO alla riforma costituzionale di Renzi