Serve un po’ di coraggio e i partiti del centro sinistra dovrebbero aiutare il Sindaco a prendere l’unica decisione possibile

Non si può accettare che nel momento in cui la crisi economica si fa più acuta e inizia a far sentire il morso anche nella città di Siena, ci siano degli eletti chiamati a responsabilità di governo che antepongano i propri interessi a quelli della collettività. Non si può restare sotto scacco per i prossimi quattro anni qualora si riuscisse ad approvare il bilancio il prossimo 15 maggio con una maggioranza rabberciata per l’occasione. La città non se lo può permettere e i cittadini nemmeno.

Di seguito riporto il comunicato stampa che IDV Siena ha appena diramato alla stampa:

Il dato politico più rilevante, ormai, non è più il voto sul bilancio consuntivo ma le affermazioni di questi giorni: la prima è quella dei massimi dirigenti del PD locale che definiscono il comportamento dei consiglieri ribelli come “iniziativa vergognosa guidata solo da logiche familistiche e personali connesse all’insoddisfazione per le nomine di MPS“. La seconda è di Alberto Monaci in persona che, colto sul vivo, finge addirittura di non conoscere Giulio Carli e conta su Luigi Berlinguer per evitare ogni complicazione interna al partito.
Poi c’è la rassicurante posizione degli ex Margherita: “se il bilancio è a posto lo votiamo“, come se il consuntivo non fosse semplicemente l’ovvia risultanza di tutte le decisioni che essi medesimi hanno via via assunto e suffragato. E, alla fine, c’è la frase clou, rilasciata, questa, dal primo cittadino: “resto solo se si approva il bilancio“.

Ecco, il punto è proprio qui: non è possibile permettere che la cosa si risolva rinegoziando nelle segrete stanze gli sciagurati accordi di potere or ora denunciati; non lo consentono le regole minime del gioco democratico. I panni sporchi vanno lavati pubblicamente perché la città non può permettersi un Comune in permanente stato di ricatto e di assedio su ogni più piccola questione.

Il sindaco Ceccuzzi dovrebbe avere un sussulto di dignità e coraggio e dimettersi. Altrimenti dovranno essere i partiti che lo sostengono a dover pretendere che si azzeri la situazione per ridare la parola ai cittadini di Siena che – visto che qui non possiamo fare un Governo tecnico – hanno il diritto/dovere di pronunciarsi su cosa sta accadendo nelle maggiori Istituzioni della Città. E lo devono fare per motivi del tutto opposti a quelli suggeriti dal centrodestra: per consentire ai senesi di stabilire in sede elettorale e una volta per tutte se non debbano radicalmente cambiare le regole del gioco a partire dalla profonda riforma del sistema delle nomine in Fondazione, responsabile primo, seppure non esclusivo, di ogni sventura.

IDV Siena

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Autore: antonio giudilli

Antonio Giudilli ha 47 anni. Vive a Vagliagli, nel comune di Castelnuovo Berardenga. Lavora all'Università di Siena presso il Centro Servizi CUTVAP.

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