Perché dico no alla centrale a biomasse di Colle Val d’Elsa

A Colle di Val d’Elsa si discute molto di una centrale dedicata alla produzione e all’utilizzo di un “bio-liquido” (olio di pirolisi), un fluido termovettore derivato dal trattamento di biomasse legnose secche e pulite” (legna) di provenienza locale derivante dagli abbattimenti di alberi (si dice 8/10 TIR di legna al giorno). La costruzione dell’impianto è promossa da RCR con l’ausilio di Industria e Innovazione, suo azionista di rilievo, tramite una società appositamente creata che è stata chiamata Coll’Energia. Il progetto dovrebbe sorgere negli spazi adiacenti la Cristalleria RCR, in località Catarelli nei pressi del centro abitato di Colle Val d’Elsa, con l’obiettivo di produrre energia elettrica atta ad alimentare gli impianti di Rcr con un risparmio di almeno un milione di euro l’anno con una copertura che supera il 50% del fabbisogno energetico.

Pur riconoscendo la legittimità della richiesta di Coll’Energia per la costruzione di una centrale a biomasse per produrre energia elettrica a servizio della RCR Cristalleria Italiana e pur comprendendo l’esigenza della RCR di abbattere i costi di produzione, sono contrario alla sua realizzazione poiché sussistono delle forti criticità sia dal punto di vista ambientale che della salute pubblica. La vicinanza al centro abitato di Colle di Val d’Elsa comporterebbe una aumento di emissioni dannose per la salute dei cittadini, in una zona dove è già stata rilevata dall’Arpat una presenza elevata di PM10. Inoltre la sua dimensione (12,8 Mw) e il tipo di combustibile, che come dicevo sopra altro non è che la legna dei nostri boschi, non risponde ai criteri di rinnovabilità della fonte di energia, non garantisce l’esigenza di approvvigionamento del materiale combustibile attraverso la filiera corta  e anzi sarebbe controproducente per il raggiungimento dell’obiettivo di “Siena Carbon Free” che prevede zero emissioni di Co2 entro il 2015.

Per questo, auspico che la RCR valuti altre forme di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili attraverso il coinvolgimento delle istituzioni locali e sostengo i comitati locali nella richiesta di un ripensamento del progetto in corso.

Domani ne parliamo anche in Consiglio Provinciale.

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Autore: antonio giudilli

Antonio Giudilli ha 47 anni. Vive a Vagliagli, nel comune di Castelnuovo Berardenga. Lavora all'Università di Siena presso il Centro Servizi CUTVAP.

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