La questione morale secondo la Lega Nord di Siena

Quella di martedì scorso è stata una seduta atipica per il Consiglio Provinciale di Siena: per la prima volta, almeno da quando ne faccio parte, all’ordine del giorno c’erano soltanto mozioni e ordini del giorno. Tra le mozioni ce n’era una in particolare, che richiamava alla questione morale, presentata dalla Lega Nord Toscana. Di seguito il mio intervento:

Oggi si chiede a questo Consiglio Provinciale, con una mozione dall’oggetto “la questione morale”, di far dimettere dalla propria carica l’attuale Presidente della Banca MPS. Si chiede questo ad un organo che non ha nessuna titolarità per ottenere tale risultato. Quando invece due settimane fa un organo che invece la titolarità l’aveva eccome, la Camera dei Deputati, ha negato più volte l’autorizzazione a procedere nei confronti di alcuni Deputati.

Proprio due settimane fa, quindi, con i voti essenziali ed indispensabili della Lega Nord, la Camera dei Deputati ha negato l’autorizzazione a procedere per l’utilizzo di intercettazioni compromettenti a carico di Nicola Cosentino, nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria per contiguità con la di Camorra.

Sempre due settimane fa, con i voti della LEGA NORD, la Camera dei Deputati ha deciso di negare l’autorizzazione a procedere alla Corte dei Conti nei confronti di vecchi parlamentari della Prima Repubblica (De Lorenzo, Di Donato, Crippa ) che, nell’esercizio delle loro funzioni, avrebbero causato danni all’erario, cioè allo Stato. Erano Ministri della Prima Repubblica, finiti nell’inchiesta di Mani Pulite, anche condannati, ma poi prescritti. Ebbene, la Corte dei Conti chiede di restituire soldi, denaro sprecato e amministrato male ma la Lega ha perdonato: della serie Roma ladrona – la Lega non perdona, non è più vero e anzi non lo è mai stato.

A questo punto facciamo presente al Cons. Di Stasio che l’art. 7 comma 2 dello Statuto della Fondazione Monte dei Paschi di Siena recita “I membri della Deputazione Generale non rappresentano gli Enti dai quali sono stati nominati, né rispondono ad essi del loro operato” indi per cui non è possibile procedere ad una richiesta formale come quella delineata nella mozione.

Inoltre il Presidente Mussari, al momento, non è rinviato a giudizio né si ha notizia di prove (documenti, intercettazioni ambientali o telefoniche, testimonianze, ecc.) da cui si possa comunque desumere con certezza un comportamento scorretto, anche se non penalmente rilevante. La richiesta è infine scorretta perché intende chiedere ai nominati dalla Provincia in Fondazione di proporre le dimisioni di Mussari, ma Mussari non è presidente della Fondazione bensì della Banca e quindi ciò non può essere fatto perché esula dai poteri della stessa Fondazione. In conclusione la mozione, sebbene formalmente e giuridicamente impraticabile, potrebbe essere politicamente sostenibile soltanto nel caso si verificasse una delle opzioni appena esposte.

Per tutte queste ragioni il gruppo Di Pietro Italia dei Valori annuncia voto contrario riservandosi, qualora la posizione del Presidente Mussari si aggravasse, di presentare iniziative politiche opportune ed adeguate dal punto di vista formale e giuridico atte a richiedere le dimissioni del Presidente della Banca MPS.

 

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Autore: antonio giudilli

Antonio Giudilli ha 47 anni. Vive a Vagliagli, nel comune di Castelnuovo Berardenga. Lavora all'Università di Siena presso il Centro Servizi CUTVAP.

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