Il Pian(t)o anticrisi

Questo governo è in ritardo: fino ad oggi ha fatto ben poco per cercare di impattare le conseguenze della crisi economica. Le opere pubbliche (sulle quali preferisco non entrare nelle valutazioni di merito) partiranno tra non prima di una anno nel migliore dei casi, mentre invece è necessario intervenire con misure che abbiano delle ricadute immediate sul piano occupazionale. Se i fondi destinati alle infrastrutture di cui il paese non ha un prioritario bisogno venissero convogliati verso il fotovoltaico e verso le energie pulite in generale, otterremmo il duplice beneficio di avere maggiore occupazione e di arginare il deficit energetico di cui il paese è afflitto da decenni. Ma questa è una soluzione di buon senso di cui il governo è purtroppo sprovvisto.

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Autore: antonio giudilli

Antonio Giudilli ha 47 anni. Vive a Vagliagli, nel comune di Castelnuovo Berardenga. Lavora all'Università di Siena presso il Centro Servizi CUTVAP.

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