Beati i perseguitati?

La proposta per la depenalizzazione universale dell’omosessualità mi fa riflettere. Ed è la parola “depenalizzazione” che più mi spinge a farlo. Oggi per la prima volta mi rendo conto che c’è gente che viene messa a morte o in galera perché omosessuale. Non che prima di oggi non lo sapessi: oggi lo comprendo.  In Italia l’atteggiamento nei confronti dei gay è a volte di sberleffo a volte discriminatorio. In molti paesi invece le reazioni sono molto più pesanti.

Mi dico che porca miseria, questa della depenalizzazione si che è una giusta causa. Poi leggo questo.

Un po’ di responsabilità forse il Vaticano le ha se in molti paesi, anche cattolici, viene considerato un reato l’essere omosessuali e sarebbe anche ora di fare dietrofront. Ah Gesù Gesù!

Aggiornamento: di male in peggio!

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Autore: antonio giudilli

Antonio Giudilli ha 47 anni. Vive a Vagliagli, nel comune di Castelnuovo Berardenga. Lavora all'Università di Siena presso il Centro Servizi CUTVAP.

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