L’esempio di Siena

Pubblico uno stralcio di una lettera scritta da Rabii El Gamrami, uno studente-lavoratore marrocchino apparsa il 17 agosto sul Corriere di Siena.

“All’inizio degli anni Settanta, mentre la xenofobia e il razzismo si difondevano in altri paesi europei, l’Italia si poteva vantare d’essere un paese accogliente. Tutto ciò succedeva prima che il Bel Paese in preda ad una crisi economica di dimensione planetaria, messo in difficoltà anche da uno smarrimento politico, culturale e sociale, colpa di politiche sbnagliate e di politicanti incompetenti, decidesse di strappare qualche pagina della sua storia. […] L’impressione è che in Italia si voglia fare tutto e il contrario di tutto. Tante chiacchiere sull’integrazione e al contempo in nome di qualche vaga idea della legalità e la sicurezza si spinge persone innocenti ed oneste all’invisibilità. Come si può integrare chi è invisibile? Chi esiste e non esiste? Come si fa ad integrare se si vuole sottrarre lo spazio pubblico al suo ruolo fondamentale che consiste nell’essere per definizione luogo d’incontro, fra stranieri e stranieri, fra italiani e italiani e fra italiani e stranieri?

Invece di lanciarsi in questa sfrenata fobia dell’altro che sta dilagando in Italia, in questo patologico legiferare sulla sicurezza con divieti assurdi che “tolgono il respiro” a stranieri e italiani, Siena ha tutti gli attributi per poter essere una città esempio nella connivenza fra comunità diverse, nella tolleranza e anche nelle politiche dell’integrazione. Questa bellissima città con la sua storia particolare, con i suoi atenei universitari di grande fama con la sua gente onesta, non ha bisogno di mettersi nel mucchio di chi si nasconde da una crisi politica economica, sociale e culturale, decidendo di colpire la parte debole della società. i suoi immigrati e gli italiani onesti.

Eleggere gli immigrati a rango di nemici e un’imposizione politica, è una suggestione dei mass media che non corrisponde a nessuna realtà effettiva”.

L’articolo completo qui

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Autore: antonio giudilli

Antonio Giudilli ha 47 anni. Vive a Vagliagli, nel comune di Castelnuovo Berardenga. Lavora all'Università di Siena presso il Centro Servizi CUTVAP.

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