invidia digitale (digital envy)

Come forse saprete Castelnuovo Berardenga è un comune “affetto” da divario digitale (digital divide). Il sindaco Roberto Bozzi nel mese di marzo scorso ha dato la possibilità alle aziende wifi di installare i ripetitori per diffondere il segnale, ma credo non sia sufficiente.Troppo semplicistico e pilatesco come atteggiamento.

Ho contattato una delle aziende che opera nel comune per sapere quali fossero i costi di attivazione, velocità di connessione eccetera: il contratto propone un contributo di attivazione esorbitante e un abbonamento minimo di due anni al servizio. Un po’ troppo direi se confrontato con l’adsl. Sempre nel mese di marzo la Regione Toscana ha emanato un bando per coprire l’intera Toscana con la banda larga. Il sindaco dovrebbe farsi carico della vigilanza della ditta aggiudicatrice e fare in modo che ottemperi alla copertura nel più breve tempo possibile.
Soltanto così si eviterebbe che cittadini di serie B provino invidia per quelli di serie A ai quali è permesso l’accesso ad internet veloce.

Segnala il tuo divario qui

Via blogolandia

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Autore: antonio giudilli

Antonio Giudilli ha 47 anni. Vive a Vagliagli, nel comune di Castelnuovo Berardenga. Lavora all'Università di Siena presso il Centro Servizi CUTVAP.

4 thoughts on “invidia digitale (digital envy)”

  1. Ripeto, concordo che servano autostrade, ma queste permetteranno a persone come te di navigare. Le SOLE “autostrade veloci” non abbatteranno MAI il “digital-divide”, che è una questione più complessa.

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  2. Concordo in parte con quello che dici.. se manca l’infrastruttura le macchine possono essere semplici o complicate ma se non hanno una strada su cui v viaggiare a che servono? Io da casa mia viaggio a 56 k (praticamente una mulattiera) e ti assicuro che è molto snervante navigare. I siti web sono sepre più pesanti, d’altronde vengono pensati per essere fruibili da connessioni veloci, e il vecchio modem non ce la fa a stargli dietro. In Italia servono autostrade, ferrovie e strade buone viaruali o reali che siano..

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  3. Beh devo dire che il “male” di cui parli nel post purtroppo è assai diffuso. Anche se c’è da dire che il “digital-divide” non si abbatte solo con la velocità della Rete.

    E’ certamente utile prevedere delle autostrade scorrevolie veloci ma, se prima non costruiamo machcine che sono alla portata di tutti, facili da usari, facilmente trovabili, difficile che queste autostrade siano degnamente frequentate!

    Ritengo che un Web più vicino alle reali esigenze dell’utente, rendendo altamente accessibili i contenuti, facili da usare e da reperire, sia un buon modo per abbattere il divario che c’è tra le persone è la Rete.

    Poi, alla fine, si può pensare di costruire anche autostrade dove poter sfrecciare a tutto gas!

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