Mattinata e la Teoria delle Finestre Rotte

La settimana scorsa ero a Mattinata. A Maggio avevo scritto qui a proposito di un obbrobrio che speravo fosse stato rimosso. Così non è stato e il colmo è che proprio nei pressi di quel viale è stata organizzata (a detta degli organizzatori) la manifestazione più importante dell’anno.
La cosa che mi stupisce è che nessuno a Mattinata si sia accorto della cosa: forse l’assuefazione al degrado o la rassegnazione hanno avuto il sopravvento. Forse la consapevolezza che tanto non cambierà mai niente e che è inutile denunciare le storture.
Qualcuno penserà che sto esagerando e che i problemi di Mattinata sono altri. È vero e non lo metto in dubbio ma se è vera la teoria delle finestre rotte allora ho ragione io: è da queste cose che si deve partire.

Domande

La foto che vedete è l’immagine del degrado in cui versa Mattinata. Quando ci sono passato davanti non potevo credere a quello che stavo vedendo: il muro che costeggia Viale don Salvatore Prencipe imbrattato a colpi di pennello e il mandante proprio il comune? Nastro adesivo colla e carta: ecco cosa serviva. Il nastro per delimitare gli spazi, la colla e la carta per contrassegnare gli stessi. Nient’altro. Quanto è più semplice e quanto meno dispendioso rimuovere la carta dal muro rispetto alla vernice che invece ha bisogno di solventi? Quanto tempo deve passare prima che quel muro torni ad essere pulito?

Repetita iuvant

Come vi dicevo sono a Mattinata.

Mattinata è un bel posto. Almeno così dicono quelli che ci sono stati e anche chi ci vive. Come tanti paesini del sud d’Italia ha la fortuna di trovarsi in un territorio (nel caso specifico il Gargano) che racchiude in se storia, cultura, e tradizioni. Mattinata  ha anche splendide spiagge, baie mozzafiato, boschi e siti archeologici. Eppure qualcosa non va.  Ho l’impressione che sia ferma ad aspettare il treno, anzi no: di treni ne sono passati e non ci è voluta salire. Vuoi per presunzione vuoi per poca lungimiranza, vuoi perchè non c’erano posti in prima classe. Il treno dicevo. Ora però ho l’impressione che non ci sia più nemmeno la ferrovia e qualcuno bisogna che ai mattinatesi glielo dica. La bellezza del luogo ha indotto i mattinatesi a vivere di rendita, un po’ come una bella donna che non si deve curare per piacere agli uomini. Per tanti anni, troppi, Mattinata è rimasta ferma ad ammirarsi allo specchio. E’ ora di darsi un po’ di belletto. L’ho già detto altre volte, ma come dicevano i latini: repetita iuvant.

Paese mio

Sono al paesello e ci rimarrò fino al sette maggio. Un po’ di riposo non guasta. Mattinata è sempre uguale e sempre diversa. Ieri dopo 15 anni ho visto la spiaggia senza ombrelloni: solo ghiaia e blu come solo a maggio sa essere il mare. Mi sono venuti in mente i ricordi di quando poco più che bambino, dopo aver fatto i compiti, andavo a pescare nelle ore che precedevano il tramonto in quel mese di maggio che profumava già di estate. Mattinata di maggio mi mancava e per la prima volta andrò per orchidee.