Oggi come allora

Il motivo per cui mi iscrissi all’Italia dei Valori, ormai 5 anni fa, è racchiuso molto bene nel post odierno di Metilparaben. Decisi allora, a ridosso delle politiche del 2006, che la garanzia data al PDS e poi DS fosse scaduta. La ragione di quella decisione è ancora più attuale oggi, date le attuali condizioni in cui ci troviamo:

Qualche anno fa quelli che si contrappongono al tizio in questione avrebbero avuto la concreta possibilità di mettere a posto le cose approvando una legge sul conflitto d’interessi: incredibilmente, però, non lo hanno fatto, consentendo in tal modo che il suo strapotere aumentasse progressivamente fino a diventare pressoché inattaccabile.
Non è una sorpresa, viste le premesse, il fatto che quel tizio sia tuttora al governo del paese: mentre dovrebbe esserlo la circostanza che chi gli si doveva opporre e non l’ha fatto, consentendo che arrivassimo al punto di non ritorno in cui ci troviamo, occupi ancora adesso le posizioni di vertice del principale partito di opposizione; e da quel pulpito, come se niente fosse, continui a pontificare con l’aria di chi la sa lunga, fingendo di non sapere che la responsabilità della merda in cui siamo precipitati è anche -e forse soprattutto- sua. ( via Metilparaben)

 

30 aprile 1993

A primo colpo,  leggendo il post odierno di Antonio Di Pietro, mi è venuto da sorridere nel vedere Berlusconi truccato da Bin Laden, ma poi mi son detto che Tonino ci aveva  preso ancora una volta: B. da uomo braccato quale si sente appare soltanto in videomessaggio proprio come Bin Laden. Senza contraddittorio e senza che si possano fare domande.

Ma questo questo apparire solo, a quanto pare, è  un segnale di debolezza che però lo rafforza agli occhi dei suoi. Perché  è questo il punto. Vuoi perchè sono convinti che la sfangherò pure questa volta, vuoi perchè hanno paura di non essere rieletti, fatto sta, che gli si stringono attorno e gli fanno scudo. E anche la Lega non è da meno.

Per far cadere Berlusconi è necessario quindi passare dal Parlamento, e qui casca l’asino:

Proprio ieri, nel momento finora più complicato della sua vicenda giuridica, con le 390 pagine della procura a girare di redazione in redazione, il PresdelCons ha incassato due voti favorevoli, uno alla Camera e uno al Senato, tra l’altro sulla giustizia: e lo ha fatto con una mano dietro la schiena, senza fatica e senza psicodrammi. (da il Post)

E allora non resta che la Piazza. Alla sua prima uscita pubblica.

Faccia di bronzo

Le stesse identiche parole dette in occasione del terremoto di San Giuliano di Puglia Berlusconi le ha ripetute  all’indomani del terremoto in Abruzzo: “in 24 mesi ricostruiremo ecc ecc.” Nota bene il servizio di report è del 2006. Ieri sera durante la puntata di Exit su “La 7″ hanno detto che la ricostruzione dopo 6 anni non è ancora conclusa. Che altro aggiungere..

Italian? Berlusconi!

Da republica.it:

Sul sito del New York Times, sono stati pubblicati i commenti di quasi 1.200 persone stizzite dalla battuta del premier italiano. Intanto, secondo quanto riferisce la Cnn, Barack Obama ha chiamato al telefono alcuni leader del mondo, ma non ancora Silvio Berlusconi. Il presidente eletto ha parlato con l premier australiano Kevin Rudd, il britannico Gordon Brown, il canadese Stephen Harper, il Primo ministro israeliano Ehud Olmert, il giapponese Taro Aso, con la cancelliera tedesca Angela Merkel, con il presidente francese Nicolas Sarkozy e il capo di Stato sudcoreano, Lee Myung-bak, il presidente messicano Felipe Calderon.

Berlusconi chieda scusa pubblicamente!!

Poco fa ho letto sul blog di mio fratello quanto segue:
“Ieri ho chiamato in America per lavoro… e mi hanno detto Italian?? … Berlusconi… era meglio quando dicevano: Italian?? Mafia & Mangiaspaghetti”.

Ma guarda un po’ cosa tocca sentirci dire..

Come se

Spesso si sente dire da Berlusconi che la sinistra non è stata in grado di risolvere i problemi che hanno afflitto l’Italia negli ultimi anni. Parla come se in questi anni fosse stato sempre all’opposizione, come se non fosse tra i responsabili dello (s)fascio a cui siamo giunti, come se fosse l’uomo nuovo della politica italiana. Lui parla come se. D’altronde anche le sue televisioni ci hanno abituato a vedere le cose non come sono ma “come se”. Piano piano e un po’ alla volta, dagli anni ottanta fino ad oggi, la televisione (tutta, anche quella pubblica) ci ha plasmato e ci ha reso incapaci di essere critici, di essere una FORZA in grado di affrontare con dignità l’evolvere degli eventi. Ormai ne sono certo: un popolo che accetta 6.000 soldati nelle piazze ne accetterà 12.000 e poi 50.000. Un popolo che di fronte ai primi segnali di smantellamento del corpo di polizia (tre miliardi di euro di tagli questo sono), risponde che si sente più sicuro in virtù di qualche soldato tra le vie della città, è un popolo che ha perso il senso stesso dello Stato e che è PRONTO a farsi fare del male.