A quale titolo?

Ieri, come vi avevo annunciato, sono stato in Piazza Salimbeni a manifestare il mio dissenso per l’antipolitica  (quella vera) di questo governo. Erano presenti i rappresentanti di Italia dei Valori, del Meetup di Beppe Grillo, di Rifondazione Comunista e di Sinistra Democratica. Tanti i cittadini che sono venuti al banchetto. Tornato a casa ho messo su sky e ho ascoltato gli interventi di Di Pietro, Travaglio e Grillo. Stamattina ho completato il quadro con gli altri interventi attingendo dalla rete e poi ho letto gli articoli sui vari siti di “informazione” online: tutti indignati per quello che è stato detto e per come è stato detto.

Il fatto è che in Italia non sono abituati a sentire queste cose, non è concepibile che qualcuno dopo essere salito su un palco davanti a decine di migliaia di persone, possa dire esattamente quello che pensa. Ricordo che siamo il paese in cui è stato censurato un programma di satira pura come Raiot e che siamo il paese che ha permesso di cacciare dalla TV pubblica personaggi come Enzo Biagi, Santoro e Luttazzi. Siamo il paese che ha permesso ad un pluri inquisito e prescritto di fare il Presidente del Consiglio. Non un giornalista, tra quelli che si dichiarano indignati oggi lo ha fatto allora. Lo fanno oggi per  le parole di Sabina Guzzanti e di Beppe Grillo e gli stessi scrivono di moralità perduta e di volgarità inaudite.  Mi chiedo con quale titolo lo fanno oggi e con quali credenziali. Sarebbero loro i moralisti? In un paese civile si direbbe semplicemente: “non sono d’accordo con quello che dici” punto.  All’estero non si sarebbe scandalizzato nessuno: ordinaria manifestazione di dissenso rispetto allo stato delle cose.

Sono grato a chi ha organizzato la manifestazione per aver dato l’opportunità a tutti di parlare, sono grato a chi ieri è andato in Piazza Navona e in tutte le piazze d’Italia dove era presente un presidio.

Speriamo

V2 Day Piazza Sancarlo A Torino

Piazza San Carlo a Torino

Ieri è stato un bel giorno per Siena: centinaia di persone si sono fermate a firmare per proporre i tre referendum lanciati dal Blog di Beppe Grillo. Molta gente è venuta da fuori Siena apposta per firmare, molti turisti hanno sottratto un po’ del loro tempo alla visita di Siena per mettere nero su bianco che sono stanchi della nostra finta democrazia e limitata da una stampa asservita al potere politico.

A qualcuno non è andata giù la cosa. Il vigile è venuto più di una volta per controllare che il permesso fosse in regola alla ricerca di qualche cavillo per mandarci via. A qualcuno il fatto che eravamo in Piazza Salimbeni non è piaciuto: ho la sensazione che se avessimo chiesto il permesso qualche giorno prima del v2day avrebbero fatto di tutto per spostarci in qualche piazza meno “scomoda”. Invece la richiesta l’abbiamo fatta il 10 febbraio, in tempi non sospetti. Sappiamo bene con chi abbiamo a che fare..

W l’Italia

Prescritti e assolti

Stamattina ho trovato il seguente post sul sito di Beppe Grillo e credo possa interessare la comunità dei lettori di Mattinatesi.it:
E vissero tutti “prescritti” e “assolti”.

La Cassazione annulla (non definitivamente, ma con rinvio, ordinando cioè un nuovo processo!) 26 ergastoli sui 68 che la Corte d’Appello di Palermo aveva inflitto per vari omicidi di mafia commessi nell’arco di un ventennio, tra il 1970 e la fine degli anni ’80.

Primo commento di un non addetto ai lavori: ma allora ci sono state anche delle condanne, e condanne all’ergastolo! Non è vero che Caselli girava a vuoto, perdeva tempo e buttava via soldi.

Informandosi un pò, si scopre che il bilancio dei “caselliani” è questo:
- latitanti arrestati: come mai in precedenza;
- beni sequestrati (dal 1993 al 1999): 10.000 miliardi di vecchie lire (in pratica una Finanziaria di media portata);
- condanne pesanti: 650 ergastoli e un’infinità di anni di reclusione a mafiosi interni all’organizzazione.

Cifre impressionanti, che fanno sorgere un dubbio: per caso, ci hanno raccontato balle anche a proposito dei processi “politici” (cioè a politici accusati di collusione con la mafia)?
Ebbene sì: non è vero che questi processi sono stati un fallimento!

La verità è che si sono conclusi con significative condanne o con assoluzioni (sempre per insufficienza di prove o con la prescrizione di reati dimostrati come effettivamente commessi). Confondere “assoluzione” con “prescrizione” ormai è una costante.

A questo punto l’ignaro frequentatore dei salotti di Vespa di sicuro sbotta: ma Andreotti, lui l’hanno ingiustamente perseguitato, lo so bene!
Ad Andreotti, benedetto dal Papa, Vespa lo interpella su tutto, al Senato quasi tutti si scappellano davanti a lui, è stato riconosciuto (dalla Corte di Cassazione) il reato di associazione per delinquere perché, fino alla primavera del 1980, ha coltivato una relazione stabile con “Cosa Nostra”.
Non c’è stata condanna perché il reato è prescritto.

Con queste premesse, tornare alla sentenza della Cassazione dei 26 ergastoli su 68 annullati non è facile. Le sentenze bisognerebbe leggerle, non farsele raccontare da chi le manipola. E questa sentenza non si può ancora leggere perché mancano le motivazioni, che saranno scritte solo tra un paio di mesi.
Vedremo.

Intanto, davvero strano che nessuno abbia ancora accusato i “caselliani” di un nuovo fallimento. Elezione del nuovo Papa e crisi di governo forse hanno distratto Vespa, Ferrara, Cicchitto, Jannuzzi e compagnia.

Ma quando le notizie scarseggeranno, chissà…

in risposta a: Giovanni