Ho letto che il governo inizierà il ponte sullo stretto, darà il via al nucleare e renderà le discariche siti militari. Le sciagure non vengono mai sole..
Meno male che c’è Stark
Ho letto che il governo inizierà il ponte sullo stretto, darà il via al nucleare e renderà le discariche siti militari. Le sciagure non vengono mai sole..
Meno male che c’è Stark
Ricevo e pubblico la risposta al post di ieri
Buongiorno,in riferimento all’articolo sui cassonetti di Vagliagli :
Raccolta differenziata a Vagliagli:
ORGANICO – attualmente non sono presenti i contenitori per la raccolta dell’organico. Sienambiente è ben disposta ad ampliare il servizio installando, la dove è possibile, dei contenitori a Vagliagli, ma la decisione non spetta a questa ditta bensì al comune di Castelnuovo B.ga. I cittadini devono quindi richiedere il servizio al Comune il quale deciderà se e quando ampliare l’attuale servizio.
CARTA – sono presenti 3 cassonetti per la raccolta della carta : S.P. 102 Via senese bivio Dievole, Vagliagli centro, Cignano. I primi svuotati 2 volte a settimana ed il terzo una volta a settimana. E’ previsto il seguente ampliamento: nel centro di Vagliagli verrà posizionato un cassonetto più grande mentre verrà messo un altro cassonetto sulla S.P.102 al bivio di Dievole.
VETRO PLASTICA E LATTINE – E’ previsto il seguente ampliamento: verrà installata un’altra campana sulla S.P.102 al bivio di Dievole.
Si rimane a disposizione dei cittadini per eventuali chiarimenti
Monia Angelini
Molti cittadini di Vagliagli mi chiedono di scrivere a Sienambiente per richiedere un numero maggiore di cassonetti per la raccolta differenziata.
Leggi l’articolo completo
Caro Giuseppe,
il 16 febbraio 2004 è stato firmato il trattato di Kioto. La trasmissione Caterpillar si è fatta carico della iniziativa m’illumino di meno per evitare che l’anniversario della firma del trattato cadesse nell’oblio e nell’indifferenza. A quanto pare non sei un ascoltatore di Caterpillar, altrimenti non avresti sollevato le tue argomentazioni. Durante le ultime settimane la trasmissione ha affrontato con divertimento e ironia argomenti molto seri che riguardano lo stato dell’arte delle fonti rinnovabili di energia in Italia. In trasmissione sono intervenuti i maggiori esperti in materia. Alla campagna hanno aderito centinaia di comuni in tutta Italia, ognuno dei quali facendo in modo che i propri dipendenti adottassero politiche di risparmio energetico. Hanno aderito imprese, istituzioni e singoli cittadini. Chi per un verso chi per un altro si sono impegnati a fare qualcosa di concreto. Ad esempio il gruppo di Siena “ Gli amici di Beppe Grillo” si sono impegnati a regalare almeno una lampadina a risparmio energetico ad un amico!
Hai ragione quando dici che i consigli che davano gli iscritti al forum sono gli stessi che ci davano i nonni! Quanti di noi quei consigli li mettono davvero in pratica? Quanti di noi hanno sostituito le vecchie lampadine a incandescenza con le più intelligenti a fluorescenza? Quanti di noi spengono lo standby degli elettrodomestici? Uno studio commissionato dal ministero dell’ambiente britannico rivela che: “I cittadini di Sua Maestà bruciano 7 miliardi di chilowattori di energia per alimentare le milioni di lucine colorate che vegliano sul sonno dei loro apparecchi elettrici. In termini meno tecnici, le spie luminose lasciate accese comportano l’immissione nell’aria di 800mila tonnellate annue di anidride carbonica (il gas responsabile dell’effetto serra): è come se ogni anno due intere centrali elettriche fossero deputate a produrre energia solo per il consumo degli elettrodomestici dormienti.” Per leggere l’articolo completo tratto dal Corriere.it: clicca qui La prima fonte di energia pulita che abbiamo è il risparmio dell’energia!
Come saprai in Italia non esiste un programma e una politica seria e rigorosa per l’energia alternativa, quindi non ci resta che attivarci in questo modo.
Tu vivi a Bolzano e sai benissimo che ogni anno la tua città “adottiva” organizza un fiera la Klimahouse, l’anno prossimo facci una capatina e vedrai quanto è importante adottare politiche per il risparmio energetico, proprio a partire dalla casa.
Per quanto riguarda l’Enel, non fa altro che strumentalizzare l’argomento. Perciò ancora una volta dico: non ci resta che risparmiare con intelligenza.
Saluti
L’allarme gas causato dalla riduzione delle forniture russe è l’argomento di punta di questa settimana sui giornali e sulle televisioni italiane.
Il picco più alto è stato martedì sera, con lo show a reti unificate. Ha iniziato La7 con Otto e Mezzo, ed è cominciata la saga delle cifre che preannunciano la catastrofe. L’aministratore delegato dell’Eni, Scaroni (ospite in studio) ha detto che la societa’ importa gas metano per il 27 per cento circa dalla Russia, una cifra equivalente dall’Algeria (e siamo al 54) poi c’è un 10 per cento di produzione interna più un 5 per cento dal rigassificatore in Liguria, il resto arriva dai gasdotti dalla Libia, dalla Norvegia e dall’Olanda.
Il consumo giornaliero in Italia è di circa 400 milioni di metri cubi (e questo sarà l’unico dato sempre confermato nel corso della serata), quindi siamo in crisi e rischiamo di intaccare seriamente le scorte ( e qui ognuno nel corso della serata porterà le sue cifre) se la crisi Russa proseguirà. Scaroni dice su La7 che la Russia ogni giorno ci taglia dai 3 ai 6 milioni di metri cubi. Per uscire dalla crisi, sostiene, dobbiamo differenziare le fonti di rifornimento e costruire i rigassificatori che ci consentirebbero di portare il gas con navi metaniere anche dalla Nigeria o dall’Indonesia.
In ogni caso – ha continuato l’amministratore dell’Eni – bene ha fatto il Governo a prendere misure come l’abbassamento di un grado dei riscaldamenti domestici, che consentirà il risparmio di 20 milioni di metri cubi al giorno di gas. (più tardi a Ballarò su Rai Tre il Ministro Scajola dirà che questa misura consentirà un risparmio giornaliero di solo 5-10 milioni di mc. Scaroni ospite anche lì non contesterà questa cifra).
La soluzione di tutti i problemi sono i rigassificatori sostiene Scaroni, dobbiamo farli, i cittadini e le istituzioni locali, che ovunque si oppongo non si rendono conto dei guai che causano al Paese.
Ore 21.10 parte Ballarò su Rai Tre, ancora allarme gas, ancora rigassificatori come soluzione del problema, ma le cifre cambiano.
Scajola parte in quarta e dice che in questo momento ci vengono tagliati 140 milioni di metri cubi al giorno di metano (nessuno in studio ricorda la cifra di 3 – 6 milioni citata a Otto e mezza pochi minuti prima). Questo taglio comporterà un forte intaccamento delle scorte e, secondo il ministro, rischiamo per metà febbraio di rimanere senza gas. Ma grazie ai provvedimenti del Governo riusciremo a farcela, rassicura Scajola. Il grado di riscaldamento di cui si parlava prima e l’uso dell’olio combustibile per le centrali elettriche al posto del gas, più la riattivazione di due centrali ad olio ferme da due anni perché “inquinavano troppo” secondo le stime del Ministro porteranno ad un risparmio totale come già detto di 5-10 milioni di metri cubi sul riscaldamento e circa 25 milioni al giorno sulle centrali. Totale 30-35 milioni.
A quel punto un’unica domanda seria l’ha fatta Fausto Bertinotti: quanto di questo gas viene rivenduto all’estero dall’Eni? L’imbarazzo di Scaroni è stato evidente: ha ammesso che l’Eni vende a Francia e Germania, e che ci sono altri contratti che riguardano l’esportazione di energia elettrica prodotta con il gas. La soluzione è ancora una volta aumentare la produzione, e tornano i rigassificatori.
Scajola aggiunge anche i “lievi rincari nelle bollette” per completare il quadro.
Allora, ricapitoliamo:
1. Attualmente tutto compreso consumi domestici, esportazioni, uso industriale, produzione di elettricità per uso interno ed esportazione fa 400 milioni di metri cubi al giorno di consumi (Eni e ministero sono d’accordo).
2. Ogni giorno la Russia ci taglia 3- 6 milioni di metri cubi di gas
3. Il governo con i suoi provvedimenti, dice che risparmieremo 30-35 milioni di metri cubi al giorno, cioè molto più di quello che servirebbe.
4. I costi dei “risparmi” ricadono tutti sui cittadini: meno riscaldamento, “lievi rincari nelle bollette” e maggior inquinamento per l’uso degli olii combustibili.
Conclusione costruiamo i rigassificatori e staremo tutti meglio.
Ma i conti non tornano. Si è creato un allarmismo ingiustificato sul gas, che ricade tutto sui cittadini, perché qualcuno ha fatto male i suoi conti e qualcun altro sta lucrando o vuole lucrare.
In Italia non manca il gas per uso interno, manca il gas per le esportazioni, che grandi utili fruttano agli operatori, principalmente all’Eni.
Quanto ai rigassificatori, a chi e a cosa servono? Non sicuramente al Paese che ha gas più che sufficiente per i suoi consumi interni, servono ad alimentare il business della liberalizzazione del mercato energetico europeo .
Qualcuno ieri sera ha evocato la TAV facendo una similitudine con i rigassificatori. In entrambi i casi i cittadini e le istituzioni locali che si oppongono, si dice, bloccano il progresso e antepongono gli interessi particolari a quello generale del paese.
Siamo sicuri che siano proprio i cittadini a fare un interesse diverso da quello del paese? Come per la Tav, anche i rigassificatori serviranno di più alle grandi imprese, in questo caso la più grande, l’Eni, per continuare a distribuire profitti agli azionisti.
Tratto da un articolo di Edo Dominci del 26 gennaio 2006, pubblicato sul settimanale Carta.
Caro Vincenzo, quella da te pubblicata non fa altro che avvalorare le tesi del movimento no-tav, che non è un movimento politico. Io ho pubblicato la mail nella speranza di aprire una discussione sull’argomento. Come al solito siamo finiti a parlare di politici e di politica.
Quando 15 anni fa fu pensata la tav, si credeva che fosse una cosa buona e giusta, con il passare degli anni e con i lavori ormai in corso ci si è resi conto invece che tanto buona e giusta poi non era.
Ti invito a proposito a leggere questa intervista: clicca qui.
Un’altra lettura interessante potrebbe essere l’analisi del Prof. Marco Ponti che trovi qui.
Per saperne di più: www.notav.it
I problemi in Toscana li conosco bene perché ci vivo e nella risposta a Falcone ne faccio riferimento.
Per quanto riguarda lo studio di Prodi mi puoi illuminare quando vuoi, sono a dsposizione.
Saluti.
in risposta a: Vincenzo
Caro Falcone, da quanto percepisco leggendo il suo commento per Lei progresso vuol dire crescita continua dei consumi e delle infrastrutture.
Per me invece vuol dire sviluppo culturale, scientifico, spirituale, perseguibile anche al di fuori di uno sviluppo dei consumi materiali o, peggio ancora, di beni superflui ed energivori.
Mi spiego meglio.
Ha mai sentito parlare di decrescita economica?
Il benessere attualmente è misurato in base al PIL prodotto da un paese. Ma non sempre ciò che fa parte del PIL, produce benessere. Mi spiego meglio: se io e Lei siamo in coda in mezzo al traffico e bruciando benzina inquiniamo, per assurdo stiamo producendo benessere. Come mai? Perché consumiamo carburante, il quale è un prodotto di consumo che è una voce del PIL. Un altro esempio: se il lavoro di casa è svolto da me o da mia moglie non è PIL, se lo stesso lavoro è svolto da una colf, allora è PIL. Se lo Yogurt lo faccio io non è PIL, se lo compro allora è PIL.
Lei che è un uomo di banca conosce bene l’argomento, e non Le voglio insegnare niente.
Con questo cosa voglio dire? Che il progresso non è produrre a tutti i costi, non è fare in modo che le merci arrivino più velocemente in Europa. Lo sa quanti Km fa uno Yogurt prima di arrivare sulla nostra tavola? 1.200!
Ogni giorno, TIR carichi di carta igienica prodotti in Italia, vanno in Francia e TIR pieni di carta igienica prodotta in Francia, vengono in Italia! Non è meglio che ognuno si tiene la carta igienica che produce e così stiamo tutti meglio?
Quello che serve oggi è ripensare il commercio, e bisogna farlo ora perché siamo ancora in tempo: Le ricordo che viviamo in un mondo finito, con risorse limitate. Ci vorrebbe una pausa caffè del mondo. Davanti ad un buon caffè si prendono sempre buone decisioni.
Io vivo in Toscana e qui la TAV ci è già passata, nel senso che ci stanno lavorando. Attualmente nel Mugello ci sono 24 corsi d’acqua danneggiati, alcuni torrenti si sono totalmente prosciugati in seguito all’ostruzione delle sorgenti dovuto al passaggio delle gallerie. 570 litri di acqua al secondo. Questo solo per fare un esempio.
Quello che hanno fatto i politici in passato, di qualunque colore essi siano non conta, serve solo a distogliere la questione. Lunardi ha semplicemente detto: “piatto ricco mi ci ficco” quando è stato eletto la TAV era già cosa fatta.
Saluti a tutti, compresa la simpatica redazione di Mattinata.it.
In risposta a:
Giovanni