Con la RSU dell’Università di Siena

Giovedì scorso abbiamo incontrato la RSU dell’Università di Siena. Questo il comunicato stampa di Rizzo che racconta l’esito della riunione:

Italia dei Valori, sia a livello nazionale sia su scala regionale, è impegnata da tempo in un lavoro di confronto sulle tematiche del lavoro con le Rsu e le organizzazioni sindacali. In quest’ottica, la scorsa settimana, una delegazione Idv composta dal Responsabile del Dipartimento Lavoro-Welfare Idv Toscana, Roberto Rizzo, e dal Coordinatore provinciale Idv Siena, Antonio Giudilli, ha incontrato la RSU dell’Università di Siena.
“Le principali criticità emerse dall’incontro con le organizzazioni sindacali dell’Ateneo senese sono tre”, commenta Rizzo. “Innanzi tutto, il non rispetto delle relazioni sindacali da parte dell’amministrazione, una situazione che vogliamo denunciare perché crea evidenti problemi in merito all’organizzazione del lavoro, anche alla luce della precarietà contrattuale e occupazionale. Inoltre, preoccupa per le sorti dei lavoratori la sospensione del trattamento accessorio, una decisione ingiustificata, unilaterale e arbitraria che noi di Idv denunciamo da tempo.  Infine, abbiamo condiviso con le Rsu la necessità di un maggiore coinvolgimento delle istituzioni nella risoluzione dei problemi che avversano i lavoratori dell’Università”.
“Come Idv – continua Rizzo – abbiamo garantito ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali dell’Università di Siena di attivare tutti i nostri canali istituzionali, in sede provinciale, regionale e nazionale, affinché queste si attivino al più presto per risolvere questa situazione lesiva dei diritti e della dignità di tutte le professionalità impiegate all’Università”.
“Non avendo rappresentanti in Consiglio comunale a Siena – conclude Rizzo – chiediamo al Sindaco di Siena Franco Ceccuzzi di tener fede alle dichiarazioni rese durante l’assemblea del personale tecnico amministrativo del 24 aprile scorso e a intervenire al più presto in difesa di tutti i lavoratori”.

Senza vincolo di mandato (a casa)

Il 26 aprile

il rappresentante nominato dalla Regione Toscana nella fondazione Monte dei Paschi di Siena convocato congiuntamente dalle commissioni Affari istituzionali e Sviluppo economico per una attività conoscitiva del Consiglio Regionale in virtù delle recenti vicende che hanno coinvolto la Fondazione, si è rifiutato di fornire informazioni. A sua giustificazione ha addotto l’assenza di un ‘vincolo di mandato’ nei confronti della Regione, frutto di una disposizione di legge nazionale sulle Fondazioni”.  Continua a leggere

Oggi invece

il gruppo consiliare dell’Italia dei Valori ha depositato l’atto per sollevarlo dall’incarico. Continua a leggere

L’ABI non rinnovi la Presidenza a Mussari

Credo che, visto quello che è successo,  non sia il caso che l’ABI confermi per il prossimo mandato la presidenza a Mussari:

“Chiediamo le dimissioni del Presidente dell’ABI Giuseppe Mussari, in attesa che la Magistratura faccia chiarezza sulla gestione scellerata del Monte dei Paschi di Siena, in particolare per quanto riguarda l’acquisizione di Banca Antonveneta, acquistata al doppio di valore di mercato per una cifra di circa dieci miliardi di euro”. Lo dichiarano, in una nota congiunta, l’on. Fabio Evangelisti, Segretario Idv Toscana, e il Senatore Elio Lannutti, Capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione Finanze al Senato, a proposito del blitz della Guardia di Finanza nella sede di Banca Monte dei paschi di Siena.
“Gli ultimi anni di gestione del Monte dei Paschi stanno conducendo una delle più antiche istituzioni bancarie del mondo al disastro”, spiegano i parlamentari Idv. “Tutto questo avviene sulla pelle degli azionisti, dei clienti e dei lavoratori di Mps. Per questo siamo convinti che Giuseppe Mussari dovrebbe fare un passo indietro dalla presidenza di ABI, in attesa che la magistratura verifichi il ruolo che ha svolto quando era alla guida del Monte. Ovviamente non ci interessa in questa fase l’eventuale profilo penale che potranno assumere le indagini, perché su questo piano anche per il Presidente dell’ABI deve valere la presunzione d’innocenza. Mussari, però, non è diventato presidente di Mps per aver vinto un concorso pubblico, ma è stato indicato e scelto sulla base di valutazioni di carattere eminentemente politico. Per questo, quella che noi poniamo è una questione di opportunità politica. Appare infatti improbabile che, da vero e proprio dominus della Banca, Mussari non abbia avuto alcun ruolo in queste acquisizioni”. Continua a leggere

Serve un po’ di coraggio e i partiti del centro sinistra dovrebbero aiutare il Sindaco a prendere l’unica decisione possibile

Non si può accettare che nel momento in cui la crisi economica si fa più acuta e inizia a far sentire il morso anche nella città di Siena, ci siano degli eletti chiamati a responsabilità di governo che antepongano i propri interessi a quelli della collettività. Non si può restare sotto scacco per i prossimi quattro anni qualora si riuscisse ad approvare il bilancio il prossimo 15 maggio con una maggioranza rabberciata per l’occasione. La città non se lo può permettere e i cittadini nemmeno.

Di seguito riporto il comunicato stampa che IDV Siena ha appena diramato alla stampa:

Il dato politico più rilevante, ormai, non è più il voto sul bilancio consuntivo ma le affermazioni di questi giorni: la prima è quella dei massimi dirigenti del PD locale che definiscono il comportamento dei consiglieri ribelli come “iniziativa vergognosa guidata solo da logiche familistiche e personali connesse all’insoddisfazione per le nomine di MPS“. La seconda è di Alberto Monaci in persona che, colto sul vivo, finge addirittura di non conoscere Giulio Carli e conta su Luigi Berlinguer per evitare ogni complicazione interna al partito.
Poi c’è la rassicurante posizione degli ex Margherita: “se il bilancio è a posto lo votiamo“, come se il consuntivo non fosse semplicemente l’ovvia risultanza di tutte le decisioni che essi medesimi hanno via via assunto e suffragato. E, alla fine, c’è la frase clou, rilasciata, questa, dal primo cittadino: “resto solo se si approva il bilancio“.

Ecco, il punto è proprio qui: non è possibile permettere che la cosa si risolva rinegoziando nelle segrete stanze gli sciagurati accordi di potere or ora denunciati; non lo consentono le regole minime del gioco democratico. I panni sporchi vanno lavati pubblicamente perché la città non può permettersi un Comune in permanente stato di ricatto e di assedio su ogni più piccola questione.

Il sindaco Ceccuzzi dovrebbe avere un sussulto di dignità e coraggio e dimettersi. Altrimenti dovranno essere i partiti che lo sostengono a dover pretendere che si azzeri la situazione per ridare la parola ai cittadini di Siena che – visto che qui non possiamo fare un Governo tecnico – hanno il diritto/dovere di pronunciarsi su cosa sta accadendo nelle maggiori Istituzioni della Città. E lo devono fare per motivi del tutto opposti a quelli suggeriti dal centrodestra: per consentire ai senesi di stabilire in sede elettorale e una volta per tutte se non debbano radicalmente cambiare le regole del gioco a partire dalla profonda riforma del sistema delle nomine in Fondazione, responsabile primo, seppure non esclusivo, di ogni sventura.

IDV Siena

La politica del Do ut Des è la vera antipolitica

Il 3 aprile scorso l’IDV fu l’unica forza politica a dire che gli ex margheritini che siedono in Consiglio Comunale “non sono per niente interessati al merito delle questioni e tanto meno alla soluzione dei problemi che mettono in discussione il benessere della comunità, ma si preoccupano esclusivamente di rimanere i soli a pretendere posti e connessi privilegi facendo valere la loro forza di pressione e di ricatto all’interno del partito al quale appartengono.” Ieri, con il voto contrario al bilancio 2011, questi signori hanno reso profetiche quelle parole e hanno sancito la sconfitta della politica a vantaggio della vera antipolitica: quella dei giochi di potere, del do ut des e delle ripicche tra membri dello stesso partito. Un modus operandi distorto che l’IDV ha sempre denunciato e combattuto. Non si può accettare che nel momento in cui la crisi economica si fa più stringente e inizia a far sentire il morso anche nella città di Siena, ci siano degli eletti chiamati a responsabilità di governo che antepongano i propri interessi a quelli della collettività. Non si può restare sotto scacco per i prossimi quattro anni qualora si approvasse il bilancio nei prossimi sessanta giorni. La città non se lo può permettere e i cittadini nemmeno.

Uni(ti)si sciopera: e scusate se è poco

Oggi il personale tecnico amministrativo e i CEL dell’Università di Siena hanno scioperato per due ore e, manco a farlo apposta, lo hanno fatto nello stesso giorno in cui l’ISTAT ha reso noto i dati sulla crescita salariale: i peggiori dal 1995 ad oggi.

Questa mattina c’ero anch’io e con me tantissimi colleghi. Assieme abbiamo rinunciato a due ore di stipendio per rivendicare tutti insieme quello che già era stato fatto per mesi e mesi da tutte le sigle sindacali: chiedere il riconoscimento del Trattamento Economico Accessorio (TEA) ormai sospeso da oltre 15 mensilità. I dipendenti dell’Ateneo senese, già vessati dal blocco del turn over e dal blocco dei contratti, hanno subito anche questa umiliazione. Perchè di questo si tratta: di una grave lesione dei diritti e della nostra dignità.

E quindi con una decisione unilaterale del D.A. Ines Fabbro e del Rettore Angelo Riccaboni è stato deciso che quella parte di salario erogato a seguito di prestazioni lavorative particolari oppure per responsabilità organizzative non doveva essere erogato. E lo si è fatto facendo leva sulle cattive condizioni economico finanziarie in cui versa il nostro ateneo. Un film già visto e che ha come sceneggiatore un certo Mario Monti. Oggi è un giorno importante perché rappresenta l’inizio di una nuova fase: non più solo e soltanto i sindacati ma i sindacati più i dipendenti. E scusate se è poco.

PS: Oggi ho partecipato a titolo personale allo sciopero, ma sono sicuro di poter dire che con me c’era tutta IDV!