Perché dico no alla centrale a biomasse di Colle Val d’Elsa

A Colle di Val d’Elsa si discute molto di una centrale dedicata alla produzione e all’utilizzo di un “bio-liquido” (olio di pirolisi), un fluido termovettore derivato dal trattamento di biomasse legnose secche e pulite” (legna) di provenienza locale derivante dagli abbattimenti di alberi (si dice 8/10 TIR di legna al giorno). La costruzione dell’impianto è promossa da RCR con l’ausilio di Industria e Innovazione, suo azionista di rilievo, tramite una società appositamente creata che è stata chiamata Coll’Energia. Il progetto dovrebbe sorgere negli spazi adiacenti la Cristalleria RCR, in località Catarelli nei pressi del centro abitato di Colle Val d’Elsa, con l’obiettivo di produrre energia elettrica atta ad alimentare gli impianti di Rcr con un risparmio di almeno un milione di euro l’anno con una copertura che supera il 50% del fabbisogno energetico.

Pur riconoscendo la legittimità della richiesta di Coll’Energia per la costruzione di una centrale a biomasse per produrre energia elettrica a servizio della RCR Cristalleria Italiana e pur comprendendo l’esigenza della RCR di abbattere i costi di produzione, sono contrario alla sua realizzazione poiché sussistono delle forti criticità sia dal punto di vista ambientale che della salute pubblica. La vicinanza al centro abitato di Colle di Val d’Elsa comporterebbe una aumento di emissioni dannose per la salute dei cittadini, in una zona dove è già stata rilevata dall’Arpat una presenza elevata di PM10. Inoltre la sua dimensione (12,8 Mw) e il tipo di combustibile, che come dicevo sopra altro non è che la legna dei nostri boschi, non risponde ai criteri di rinnovabilità della fonte di energia, non garantisce l’esigenza di approvvigionamento del materiale combustibile attraverso la filiera corta  e anzi sarebbe controproducente per il raggiungimento dell’obiettivo di “Siena Carbon Free” che prevede zero emissioni di Co2 entro il 2015.

Per questo, auspico che la RCR valuti altre forme di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili attraverso il coinvolgimento delle istituzioni locali e sostengo i comitati locali nella richiesta di un ripensamento del progetto in corso.

Domani ne parliamo anche in Consiglio Provinciale.

Acqua bene comune: a Napoli sarà realtà

Napoli sarà il primo comune italiano, dopo il referendum, a procedere verso la ripubblicizzazione dell’acqua. Un esempio da seguire:

 Il neoassessore ai Beni comuni, Alberto Lucarelli (tra gli estensori dei due quesiti sulle risorse idriche) si è presentato ieri in sala Giunta con la delibera approvata ad appena cinque giorni dallo spoglio delle schede. Nelle premesse si cita il Forum mondiale dell’acqua del 2006 con il richiamo alla «gestione partecipativa», gli utenti coinvolti «nella definizione delle politiche» e poi il Parlamento europeo: «La gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme di mercato interne». L’orizzonte dell’amministrazione diventa quello del Forum dei movimenti dell’acqua, e così l’Arin spa, ente in house del comune che gestisce il servizio idrico integrato, da società di capitali tornerà a essere soggetto giuridico di diritto pubblico «con le caratteristiche di azienda improntata a criteri di economicità, efficienza, trasparenza e partecipazione».

Nella conferenza stampa De Magistris fa riferimento anche alla possibilità, in un prossimo futuro, di equiparare internet a “bene comune” accessibile a tutti.  Un obbiettivo ambizioso e rivoluzionario in un Paese come il nostro. Forza Luigi, mostra la strada da seguire.

via Il Manifesto

Quanto petrolio era?

Oil’d from Chris Harmon on Vimeo.

E’ passato un anno dal disastro ambientale avvenuto nel Golfo del Messico. Il video di Chris Harmon ci dice cosa si sarebbe potuto fare con tutto quel petrolio. Ora più che mai, dopo il tramonto dell’illusione nucleare e alle porte di una importante consultazione referendaria, è necessario interrogarsi sul fabbisogno energetico e sulle fonti a cui attingere per soddisfarlo.  Un motivo in più per votare Si e per dare a questo Paese lo spunto per programmare una seria politica energetica.

L’anniversario si avvicinava e mi sono incuriosito. Mi sono chiesto: ma di quanto petrolio sì è trattato esattamente? Dove sarebbe andato a finire, come sarebbe stato usato? Quello che ho scoperto è stato piuttosto scioccante.

via Il Post

Perchè dico (e dissi) di no al nucleare

Non lo dico perché in Giappone è successo quello che è successo. Già la scorsa primavera ero in piazza a raccogliere le firme necessarie per far indire il referendum per dire No al nucleare una volta per tutte e ancora prima, nel 1987, mi ero espresso contro il nucleare nel referendum di quell’anno.  La ragione che mi aveva fatto decidere di votare SI allora la ritengo tutt’ora valida: la criticità della gestione delle scorie radioattive. Non fu l’incidente di Černobyl’ a farmi prendere la decisione. Quello ci poteva stare come in tutte le attività umane. Leggi l’articolo completo

Domani 12 febbraio, a Fontebecci per il Siena Firenze Day

Il pedaggio per l’Autopalio è un balzello iniquo e inaccettabile. Per questo Italia dei Valori torna a ribadire la propria ferma contrarietà e si unisce a quanti chiedono che la Firenze-Siena venga tolta dalla lista dei raccordi a pagamento. Per dar sostanza a queste istanze, sabato mattina (12 febbraio), Italia dei Valori prenderà parte ai presidi promossi dalle province di Firenze e Siena contro questa misura: interverranno, tra gli altri, il Senatore Idv Pancho Pardi e una nutrita delegazione dell’Italia dei Valori di Siena. Leggi l’articolo completo

il 18 febbraio m’illumino di meno

millumino-2010-locandina-sm-211x300

Quest’anno, in occasione della giornata del risparmio energetico m’illumino di meno, ho deciso con mia moglie di coibentare la nostra abitazione. Iniziamo dalla camera da letto, poi per le altre camere si vedrà di continuare nel corso dell’anno. Ogni anno un gesto, ogni anno un passo in più verso una maggiore efficienza energetica di casa nostra.

Non ci resta che risparmiare

Caro Giuseppe,

il 16 febbraio 2004 è stato firmato il trattato di Kioto. La trasmissione Caterpillar si è fatta carico della iniziativa m’illumino di meno per evitare che l’anniversario della firma del trattato cadesse nell’oblio e nell’indifferenza. A quanto pare non sei un ascoltatore di Caterpillar, altrimenti non avresti sollevato le tue argomentazioni. Durante le ultime settimane la trasmissione ha affrontato con divertimento e ironia argomenti molto seri che riguardano lo stato dell’arte delle fonti rinnovabili di energia in Italia. In trasmissione sono intervenuti i maggiori esperti in materia. Alla campagna hanno aderito centinaia di comuni in tutta Italia, ognuno dei quali facendo in modo che i propri dipendenti adottassero politiche di risparmio energetico. Hanno aderito imprese, istituzioni e singoli cittadini. Chi per un verso chi per un altro si sono impegnati a fare qualcosa di concreto. Ad esempio il gruppo di Siena “ Gli amici di Beppe Grillo” si sono impegnati a regalare almeno una lampadina a risparmio energetico ad un amico!

Hai ragione quando dici che i consigli che davano gli iscritti al forum sono gli stessi che ci davano i nonni! Quanti di noi quei consigli li mettono davvero in pratica? Quanti di noi hanno sostituito le vecchie lampadine a incandescenza con le più intelligenti a fluorescenza? Quanti di noi spengono lo standby degli elettrodomestici? Uno studio commissionato dal ministero dell’ambiente britannico rivela che: “I cittadini di Sua Maestà bruciano 7 miliardi di chilowattori di energia per alimentare le milioni di lucine colorate che vegliano sul sonno dei loro apparecchi elettrici. In termini meno tecnici, le spie luminose lasciate accese comportano l’immissione nell’aria di 800mila tonnellate annue di anidride carbonica (il gas responsabile dell’effetto serra): è come se ogni anno due intere centrali elettriche fossero deputate a produrre energia solo per il consumo degli elettrodomestici dormienti.” Per leggere l’articolo completo tratto dal Corriere.it: clicca qui La prima fonte di energia pulita che abbiamo è il risparmio dell’energia!

Come saprai in Italia non esiste un programma e una politica seria e rigorosa per l’energia alternativa, quindi non ci resta che attivarci in questo modo.

Tu vivi a Bolzano e sai benissimo che ogni anno la tua città “adottiva” organizza un fiera la Klimahouse, l’anno prossimo facci una capatina e vedrai quanto è importante adottare politiche per il risparmio energetico, proprio a partire dalla casa.

Per quanto riguarda l’Enel, non fa altro che strumentalizzare l’argomento. Perciò ancora una volta dico: non ci resta che risparmiare con intelligenza.

Saluti

illuminiamoci di meno

Dopodomani cade la 2ª giornata nazionale del risparmio energetico. La trasmissione radiofonica “Caterpillar”, in onda sulle frequenze di Radio2 (clicca qui per saperne di più) organizza per la seconda volta l’iniziativa “M’illumino di meno“.

Invito tutti ad aderire!!

Basta un semplice gesto: come spegnere lo stand by degli elettrodomestici o sostituire le lampadine alogene con quelle a basso consumo.

Si può anche scaricare la locandina (clicca qui) ed appenderla nei luoghi più visibili.

L’articolo che spiega tutto è qui: clicca.

segui la discussione